Controcorrente

29 Maggio 2009 Nessun commento

Il recente post di Max in risposta al mio "Tranquilli, non morde" mi ha suggerito un’idea: dare spazio a tutti quei "figli di papà" (leggasi "figli di baroni universitari") che, contrariamente ai più, non hanno niente da rimproverarsi: giovani con cognomi "difficili" che potrebbero pesare troppo e soprattutto a sproposito. Giovani con specchiati curricula costruiti con la propria preparazione e non col proprio cognome. Giovani cui nessuno vorrebbe dare addosso per il cognome scomodo che indipendentemente dalla loro volontà si portano addosso.

Prosegui la lettura…

Ricominciamo

29 Gennaio 2008 1 commento

Un anno e passa, oltre 8.000 contatti (quasi 10.000 con quelli dell’altro blog aperto poco dopo su Splinder), 15 interventi in tutto.

Prosegui la lettura…

Oltre il muro

1 Gennaio 2007 Nessun commento

Buon anno a chi dovrebbe e non sa, a chi vorrebbe e non può.
Buon anno.

Tranquilli, non morde

26 Novembre 2006 3 commenti

Quasi duemila contatti in un mese di permanenza sul web. Un buon risultato per un blog monotematico e “difficile” come questo, linkabile anche dall’home page di “Ateneo Palermitano”.
Un blog sulla malauniversità. Un blog che voi ci avete in diversi modi sollecitato, che avete voluto ad ogni costo per raccontare pubblicamente le vostre storie di disagio, malvessazioni, soprusi, ricatti, vendette, insomma tutto quello che ogni giorno vivete all’interno dell’Ateneo in cui prestate servizio, a Bologna come a Bari, a Milano come a Napoli, a Torino come a Palermo.
Duemila contatti e solo sette commenti inseriti. Ovvero, massimo interesse a leggere, nessuna volontà di scrivere.
Questo almeno è quello che appare.
Eppure noi sappiamo che non è così. Noi sappiamo che ci siete, che vorreste parlare, che vorreste scrivere. Che siete tanti, che siete lì, ora che state leggendo e bloccandovi, ancora una volta, sul tasto “lascia un commento”…
Ebbene, non morde. Il blog non morde. Niente paura,fuori la grinta.
Come volete combattere se vi fermate prima di cominciare? Come volete condividere se non cercate chi come voi sta vivendo lo stesso
problema? Che cosa vi impedisce di parlare? “Che cosa”, “chi” vi blocca?
C’è un commento, su questo blog, di Magiolin, che dice: “…perchè non creiamo un ‘comitato vittime malauniversità’? Siamo tanti, tantissimi!! Soli non riusciremo a fare nulla, uniamoci e …anche “loro” avranno paura…”.
Riflettete, sulla proposta: un “comitato vittime malauniversità”. Potrebbe essere l’idea vincente per rompere atavici equilibri, per fare rumore a livello nazionale (e anche internazionale). E allora, datevi una smossa.
Troppa fatica “trovarsi”? Non più: c’è il blog (anzi, ce ne sono due, come vi diremo tra poco). Troppe remore da superare? Quali? Quelle dettate da
ricatti genere “Se parli, non lavori”?
E non è questa mafia, cari signori? Non è questa proprio la mafia che voi criticate, condannate, vorreste estirpare quando parlate di Atenei puliti?
Non si può per tutta la vita subire. Non si può sempre avere paura. La vostra paura è la prima complice dei vostri nemici. Di questo almeno vorremmo
che foste coscienti.
Vi abbiamo offerto un’opportunità non da poco: quella di parlare da anonimi su un blog “dedicato”, come si dice in termini informatici. E voi? Lasciate?
Bene, voi lasciate e noi raddoppiamo.
Due blog, entrambi sulla malauniversità: uno qui, su Tiscali, che conoscete già http://malauniversitas.blog.tiscali.it), l’altro – più articolato e con la possibilità di inserire anche messaggi audio, su un’altra piattaforma, Splinder, raggiungibile a questo indirizzo: http://www.malauniversitas.splinder.com.
Decidete per la soluzione a voi più congeniale; utilizzatela solo per raccontare, oppure per compiere il primo atto di una denuncia pubblica;
scrivete, se vi va, col vostro nome e cognome, o scegliendo per la registrazione un indirizzo e-mail criptato (ma reale) al fine di restare anonimi; selezionate,
se siete qui, l’opzione che vi consente di rendere pubblico e dunque cliccabile il nome inserito – vero o fittizio che sia – nel caso voleste essere contattati (Splinder permette
comunque il contatto, attraverso l’invio di messaggi riservati), ma muovetevi! Non restate fermi a guardare, o solo a leggere, come avete fatto finora.
L’immobilismo non ha alcun senso logico: ce n’è già troppo in Italia, non ne serve altro.
Bisogna “fare” per poter “cambiare”, le soluzioni non arrivano dall’alto.
Qualcuno potrà fornirvi gli strumenti, qualche volta – i nostri due blog ne sono un esempio – ma se gli strumenti non vengono utilizzati si arrugginiscono e diventano inutili.
Perciò, trasformate il vostro malessere in momento positivo, prendete in mano gli strumenti, reagite.
Insomma, se ci siete, battete un colpo. Anzi, sparate una cannonata, organizzatevi: Internet, in questo senso, può fare miracoli.
“Esistono avvocati che sono disposti a creare un “network italiano” in difesa delle vittime della malauniversità?”, scrive Magiolin.
Eistono? Noi crediamo di sì. E sono gli avvocati “veri”, quelli che il diritto ce l’hanno nel sangue, quelli che hanno la giustizia nel loro Dna, quelli che combattono le battaglie più difficili invece di adagiarsi sulle cause lisce e senza ostacoli.
Dunque anche voi, avvocati, voi, avvocati di questa razza, se ci siete, fatevi avanti, entrate nell’universo malato della Cultura Accademica Italiana, sollevate il velo sul mondo che un sistema radicato e maleodorante sta facendo marcire, accorrete in difesa delle vittime della malauniversità.
Un “network italiano”: perché no? Difficile crearlo? Provate almeno a parlarne.
Volontà e determinazione: ecco quello che occorre. Il calice è pieno: insieme potreste metterci dentro la goccia che lo farà finalmente traboccare.

Un Blog sulla malauniversità: ecco l’opportunità che cercavate!

22 Ottobre 2006 14 commenti


Diciamo che nasce in modo naturale. Diciamo pure che non siamo stati noi ad averlo “cercato”, ma voi ad avercelo indirettamente sollecitato.
Un Blog per raccogliere in un unico, pubblico contenitore storie di malauniversità, ma anche un luogo di incontro virtuale e di scambio di esperienze. E soprattutto un punto di partenza “ufficiale” per tutti coloro che hanno cercato in questi mesi di contattarci, o che ci hanno contattato, per raccontarci ciascuno una storia diversa (ma con un unico denominatore comune), e per chiederci di sposarne in qualche modo la causa parlandone pubblicamente su “Ateneo Palermitano”.
“Siamo in tanti, ma abbiamo paura”: non è bello sentirselo dire, peggio doverlo dire. Paura di ritorsioni, minacce, paura delle piccole grandi vendette quotidiane, paura delle reazioni di un sistema malato, ma forte della sua solidarietà di parte, che altrove si chiama complicità, connivenza; si chiama, con un termine ormai abusato, “mafia”. E che nel mondo accademico italiano è solo una “normalissima” lobby, potente, intoccabile, impunita, di antica esperienza e tradizione, che vive dei parassiti che il suo stesso corpo insano produce e di cui abbondantemente si pasce.

Mentre si continua a parlare di riforme, autonomia, rinnovamento, non esiste ancora alcun credibile dibattito, da parte di Crui, Cun, Mur, Atenei, Facoltà, Dipartimenti su come realmente e radicalmente scardinare la cornice del reclutamento universitario che è all?origine di tutte le piaghe del settore, da quelle didattiche a quelle economico-finanziarie, a quelle tecnico-amministrative.
Occorre che chi di dovere metta finalmente da parte i privilegi della lobby (a cui spesso esso stesso appartiene) a vantaggio della collettività e dell’Istituzione. Occorre scuotere gli animi. Occorre scardinare le abitudini, dare una mazzata alle coscienze addormentate.
Occorre che ciascuno contribuisca a farlo. Anche attraverso la denuncia, su un giornale pronto ad ascoltare, delle proprie storie private di malauniversità pubblica.
E allora ecco il Blog, in cui, dopo l’iscrizione, avrete l’opportunità di raccontare, in forma – se vorrete – pubblicamente anonima ma sempre moderata (la responsabilità penale è personale…), le vostre cronache di vita accademica, fatte di vessazioni, abusi, ritorsioni, stroncature di carriere, inspiegabili esclusioni da concorsi (sia nell’ambito della docenza, sia nell’ambito tecnico-amministrativo); ecco il Blog, per chi è rimasto in Italia e per chi è dovuto emigrare all’Estero causa malauniversità locale; ecco il Blog per chi subisce da anni in silenzio e isolato i soprusi di baronie che hanno imperversato e imperversano in qualsiasi settore disciplinare di qualsiasi Università italiana; ecco il Blog per chi ha voglia di analizzare pubblicamente e confrontare documenti e titoli di chi ai concorsi ha vinto (senza meritarlo) e ha perso (senza meritarlo); ecco il Blog per fare nomi e cognomi (purché documentabili); ecco il Blog, perché l’unione fa la forza; ecco il Blog per scuotere le menti e le Magistrature, fin qui troppo timide e ossequiose nei confronti delle “dinastie” universitarie, dei troppi cognomi “blasonati” che si ripetono per anni nelle stesse Facoltà, spesso negli stessi corridoi, ma in stanze diverse di un unico regno; ecco il Blog per documentare in maniera massiccia il danno alla qualità della ricerca e all?efficienza dell?amministrazione universitaria derivato nel corso di decenni da un sistema di reclutamento basato, in prevalenza, sulla mediocrità, sul nepotismo e sul tornaconto personale.
Ecco il Blog, punto di partenza per la denuncia delle vostre storie sulle pagine di “Ateneo Palermitano” (chi fosse interessato ad approfondire la sua segnalazione con il direttore responsabile del giornale autore di questo post, lasci un indirizzo e-mail valido nel corpo del commento, oppure clicchi su “Contatta l’autore”, in alto a destra di questa pagina, n.d.r.).
Ecco il Blog: uno spazio pensato per aiutarvi, da non sprecare lasciandolo per pigrizia inutilizzato.

Noi siamo qui, ora tocca a voi!